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Una Piramide da raggiungere per un ascesa memorabile anche se assai faticosa  vuoi per il dislivello e la pendenza  e per il cambiamento climatico che si può facilmente riscontrare.

Descrizione:

Il percorso parte a fianco della Chiesa di Santa Maria Assunta a Chionea  dove si imbocca la strada asfaltata che sale a destra . Si attraversa l’intera frazione fino alle ultime case, dove l’asfalto termina e si incontra un bivio: si ignora la sterrata che prosegue diritta per Porcirette Soprane e si svolta a destra, su una  mulattiera dal fondo inizialmente in cemento e poi selciato (segnavia A34). La mulattiera sale tra bei muri a secco  e in pochi minuti guadagna la Colla di Chionea.
Al valico c’è un crocevia: il primo sentiero a sinistra, forse il meno evidente, è quello da seguire  per il Rifugio Valcaira.

Dalla colla bisogna prendere il primo sentiero sentiero (non troppo evidente, già segnavia A8, poi diventato A17) che si stacca sulla sinistra tra le roccette.

Il sentiero si porta sullo spartiacque  su terreno assolato, tra rada vegetazione (sorbi, ginepri, betulle, rose e qualche ontano) e rocce affioranti, e da qui in avanti si terrà sempre a ridosso del lungo crinale della Costa Valcaira.
Passate alcune rocce lungo la displuviale, restando sul versante sud si scende  ad aggirare alcune placche rocciose per poi riguadagnare con una breve ripida salita la dorsale spartiacque. L’ascesa risulta abbastanza faticosa per i continui cambi di pendenza e i brevi tratti scalinati tra roccette. Lasciati sulla sinistra alcuni ruderi, si raggiunge una spianata prativa con un lungo abbeveratoio in cemento. Il sentiero scompare temporaneamente: senza farsi ingannare dalla pista sterrata che raggiunge da monte l’abbeveratoio, si rintracciano i segnavia in fondo al pianoro, sulla destra.
Si prosegue con un’erta salita e lungo i pendii pascolivi poco a sud dello spartiacque. Un breve tratto sul lato nord della displuviale, consente di vedere in lontananza il Rifugio Valcaira. Ritornanti sul versante a mezzodì 5, svariate tracce tra pascoli e roccette rendono un poco problematica l’individuazione del sentiero; si sale comunque lungo la displuviale, arrivando a superare alcuni massi detritici.
A quota 1880 circa si trascura una traccia che incrocia il sentiero (che collega l’Alpe degli Archetti a sinistra con il Gias Vaia a destra), quindi si supera un’altra ripida salita prima di incontrare la deviazione, sulla sinistra, per il rifugio.
Si lascia dunque la traccia che prosegue in salita per il Pizzo d’Ormea e si svolta a sinistra: pochi minuti a mezzacosta su un buon sentiero tra i pascoli ci conducono al Rifugio Valcaira (1990 m circa.)
Dal rifugio si punta verso nord nord-est, tornando sul crinale dove si ritrova, in corrispondenza della piazzola di atterraggio per gli elicotteri, il sentiero per la vetta poco prima abbandonato.
Se al bivio prima del rifugio si prosegue la salita, una poco marcata traccia risale ripida e rettilinea e giunge alla piazzola per l’atterraggio degli elicotteri. Qui, da sinistra, si riceve il sentiero proveniente dal Rifugio Valcaira, mentre a destra si stacca una traccia che va ignorata.

Si segue il sentiero verso sinistra, e si rimonta con alcuni tornanti un ripido pendio ricoperto di mirtilli e rododendri; si sale poi un tratto inerbito della displuviale e, proprio alla base di una sommità  si tralascia sulla destra il sentiero per il Lago Lao e la Colla del Pizzo (segnavia A17).
Si continua l’ascesa (ora sul segnavia A17B), ancora una volta assai ripidi  fino alla succitata sommità quota 2365, e si raggiunge infine la sella ad est del Pizzo d’Ormea, ove è installato un ripetitore. Ci si inerpica con strettissimi tornanti e notevole pendenza sul pendio prativo che scende dalla vetta, quindi si superano, con una certa attenzione e l’aiuto delle mani, alcune facili roccette (presente una corda fissa penzolante…). Oltre questo passaggio riprende il sentiero: si ignora una traccia a destra e tenendosi a sinistra (qualche tratto un pò esposto) si raggiunge in qualche minuto la vetta del Pizzo d’Ormea (2476 m). Nelle giornate limpide, il panorama spazia a 360° dalla Corsica al Monte Rosa.

Notizie Logistiche: Ritrovo ore 7,30 a Chionea ( Chiesa). Durata Escursione: 7h30 Dislivello: 1374 mt Km: 12.  Diffiicoltà EE( Escursionisti Esperti) Pranzo al Sacco.  Rifornimento Idrico al borgo di Chionea.

Equipaggiamento: Scarponcini da Trekking con una buona suola, t shirt di ricambio, ki way o mantella, pantaloni lunghi. 2 litri d’acqua.

Quota di Partecipazione: 15 euro.

  • Il tratto che precede la vetta, roccioso, è leggermente esposto. Se ne sconsiglia la percorrenza in caso di maltempo.
  • Info e Contatti: Jack in The Green ( guida ambientale- escursionisti: tel 3341217884/3291512290. e mail: rosenkratz@libero.it)
  • Possibilità di Pernottamento la sera del mercoledì 26 Luglio presso il Rifugio Chionea ( tel: 3282131183. Quota 1/2 pensione con colazione: 50 euro. Corpimaterasso incluso, portare sacco a pelo, posti disponibili: 6 ( camera da 4 e una da 2)… che moltiplicano in caso si tratti del medesimo nucleo famigliare.

 

Jack in the Green
Jack in the Green
Mi chiamo Diego Rossi ma sono conosciuto dalla maggior parte delle persone con lo pseudonimo di Jack in The Green, figura mitologica della tradizione britannica. Dall'Uomo Verde raffigurato nei portali delle Chiese, allo spazzacamino britannico che girovaga sopra i tetti dei cottage, al folletto dei boschi ricoperto di fronde verde, Jack in The Green cammina con te nel risveglio della natura e nella fertilità della terra.