Prologo:
Il tempo scorre nel distacco dal cuore e genera la solitudine del monaco, quel monaco che da quell’isola incantata del Mediterraneo sparse i semi per fondare un ordine religioso che si è cementato nella terra.
Sant Onorato, vescovo di Arles fu il fondatore dell’ordine monastico benedettino di Lerins, da quell’abbazia partirono poi successivamente schiere di monaci che acquisirono il feudo dell’attuale Seborga e vi restarono per secoli dando vita ad una sorta di Principato Monacale.
Misteri e leggende avvolgono da secoli queste lande intrise di potenti energie al punto che il borgo di Seborga pur facendo parte dello Stato Italiano ha da molti anni il suo principe, anzi ora la sua principessa che risponde al nome di Nina Menegatto.
Descrizione:
Si parte dal piazzale delle feste di Seborga, e lasciata alle spalle la chiesetta di San Bernardo si raggiunge il piccolo cimitero. Ignorato il segnavia che ci porta verso il passo del Ronco e il monte Nero, si sale a sinistra per raggiungere una carrareccia. Qui si ha una doppia possibilità. Verso destra si apre uno sterrato che in un paio di chilometri sale al passo del Bandito, mentre a sinistra, dopo qualche decina di metri in piano su asfalto, si stacca un sentiero segnalato, che sale con alcuni tornanti tra arbusti e radi alberi. A tratti acciottolato e scalinato, questo sentiero risale un ripido costone (cresta Legnaia) per poi spostarsi sul versante sud del crinale, aggirare la cima Ferrissoni, e con percorso a questo punto pianeggiante innestarsi sul percorso precedente presso il Passo del Bandito.
Dal passo si continua seguendo la cresta, raggiungendo monte Carparo, che offre un bellissimo panorama sul mare da Sanremo alla Costa Azzurra. Nei pressi, oltre a un punto di lancio di deltaplani, si trova un curioso masso recante alcune incisioni: sarebbe una delle antiche pietre di confine del territorio di Seborga. Infatti lungo la cresta che da monte Nero sale al Caggio si trovano diverse incisioni confinarie, sia su grandi rocce, sia su massi minori. Le incisioni sono formate da una croce greca, da un numero e dalle lettere S e C. Oltrepassato monte Carparo, tralasciando alcune deviazioni si continua nella pineta lungo la cresta. Si passa sotto un elettrodotto, poi il sentiero si sposta sul versante orientale del contrafforte per aggirare da est la cima del monte Caggio. Il percorso continua perlopiù all’interno di boschi misti di pino, leccio e castagno. Raggiunta una zona di enormi massi franati seminascosti dal bosco, dopo una ripida discesa si risale sul crinale e si giunge a un trivio. Per raggiungere la cima del Caggio si svolta a sinistra e si punta a sud. Dopo alcuni ripidi tornanti, si giunge a un ripiano alberato dove è installato un ripetitore. Affacciata a sud una madonnina veglia sulle valli verso Bordighera. Risalendo ancora qualche metro si raggiunge la croce di vetta del monte Caggio.
Al trivio si prende il sentiero di discesa svoltando poi a sinistra per raggiungere la chiesa di San Bartolomeo. Seguendo la pista sterrata raggiungeremo il nucleo di case di pietra che formano “Crestiai” dove è presente il resto di un antico edificio fortificato, congiunti alla strada diretta che va verso Negi ci avviamo a fare ritorno su Seborga con annessa visita al suo centro storico.
Notizie Logistiche: Ritrovo ore 9,00 dal Piazzale delle Feste di Seborga. Dislivello: 780 mt. Km: 16,5. Durata: 6h+ soste. Quota di Partecipazione: 10 euro.
Equipaggiamento: Scarponcini con buona suola. T shirt di ricambio. pantaloni lunghi. ki way o mantella. 1 buona scorta d’acqua. Pranzo al sacco.
Prenotazioni entro e non oltre Venerdì 21 Febbraio ore 20.